Con i nostri genitori abbiamo affrontato il secondo argomento pedagogico! 

Riunione #2 – I LIMITI

I confini in un clima di accoglienza e rispecchiamento, danno sicurezza.

I bambini hanno bisogno di sentirsi piccoli e protetti dagli adulti con cui vivono e che si occupano di loro. Questo comporta il rischio, per i genitori, di suscitare tensioni e/o scatenare conflitti. Ma senza questa robustezza che li rende riferimenti autorevoli e credibili, i bambini sarebbero ancora più vulnerabili.
I bambini hanno bisogno di guide che li rassicurino, che si offrano come approdi sicuri in un contesto ben definito nel quale poter crescere.
L’espressione limite implica un impedimento, una misura che non è bene oltrepassare, ma anche la soglia oltre la quale si accede a un altro ordine di realtà. Il limite può fornire preziose occasioni di apprendimento a patto che si sappia trovare un equilibrio tra prudenza e coraggio. Il limite è anche uno stimolo, una sfida alla ricerca.
I compiti, i ruoli principali che i genitori si assumono nel crescere un figlio si possono riassumere nella funzione di protezione e nella funzione di normatività: i bambini, cioè, crescono all’interno di una relazione molto significativa con chi si prende cura di loro, accudendoli, proteggendoli e dando loro dei confini e delle regole. La funzione di protezione ha a che fare con l’accudimento, l’altra funzione, quella normativa, implica la capacità di regolare, contenere e dare limiti, in modo che i bambini incontrino, a piccoli passi, il mondo della realtà.
La realtà, noi adulti lo comprendiamo bene, è fatta di limiti e regole: nessuno può pensare di vivere nel mondo reale facendo sempre quello che gli pare. I bambini hanno bisogno di essere introdotti, con l’aiuto e la presenza affettiva dei genitori, al crescere riconoscendo che la realtà e l’avere relazioni con gli altri impone dei limiti ai propri desideri. Hanno bisogno di sentire che ci sono una mamma e un papà attenti ai suoi bisogni, che lo amano, lo accudiscono ma sono anche capaci di “tenerlo”, di “fermarlo”. Imparano che esistono piccole frustrazioni e che possono sopportarle.

In assenza di limiti precisi, i bambini non impareranno ciò che è bene per loro e ciò che non lo è, chi sono e chi non sono, diventando con molta probabilità confusi e agitati.

Dunque impegnarsi a dare limiti e regole al proprio figlio è importante quanto offrirgli il cibo e l’acqua: significa sostenere la crescita affettiva del bambino, la sua capacità di affrontare la realtà e di avere relazioni con gli altri.
Il limite è il letto del fiume, li fa sentire bene, li fa sentire protetti, li fa sentire parte di un gruppo. Anche per questo molte delle nostre attività partono da un cerchio; perché il cerchio è un limite, che è flessibile perché si può entrare e uscire. Dà un senso di risposta adeguata.
Per potersi incontrare deve esserci un appuntamento. L’appuntamento è un limite affinché possa avvenire l’incontro e, attraverso il limite, i bambini hanno la percezione che stanno imparando.
Se non diamo un limite al bambino è come se lo ignorassimo. Attraverso il limite gli facciamo capire che lo vogliamo incontrare e gli facciamo capire come ci sentiamo. Bisogna sapere che il bambino che disturba, che fa i capricci, sta facendo una precisa richiesta; vuole sapere quanto è importante per noi e va valorizzato e riconosciuto.
Regole, divieti e contenimento sono importanti, ovviamente in un clima di accoglienza e rispecchiamento, per una sana crescita. Altrimenti i bambini trovano poi difficile trasformare le pulsioni in emozioni e azioni.
Sintonizzarsi col proprio bambino significa anche sentire che lui ha bisogno di confini, che li chiede. La mancanza di contenimento provoca stress nei bambini. Studi scientifici dicono proprio che producono eccessiva quantità di cortisolo (ormone dello stress) che limita la proliferazione di cellule nervose nel cervello. Li rende perciò incapaci di governare le pulsioni e di gestire le emozioni, cosa che poi in età adolescenziale può sfociare in disturbi alimentari, tossicodipendenza e incapacità di gestire i NO e le frustrazioni.
I bambini hanno profondo bisogno di sentire che le figure che li circondano avvertono ciò che sentono. Attraverso questi rispecchiamenti i piccoli apprendono a identificare stati mentali diversi e a strutturare un adeguato sistema emozionale, a regolare le pulsioni e le sensazioni, a contenere gli stati d’animo sgradevoli e a utilizzare nel miglior modo quelli piacevoli.

L’educazione deve essere basata su un accoglienza autentica ma non può prescindere dalle regole e dai limiti. Ma il limite inizia da noi stessi; perché se io non riconosco il limite non riesco neanche a trasmetterlo.


ESEMPI PRATICI

Quando parlo di limiti ai genitori mi viene sempre in mente un episodio che una delle mie insegnanti faceva quando ci parlava di questo argomento.

“C’era una bambina che in inverno ha voluto ad ogni costo mettersi un vestito estivo a maniche corte per andare all’asilo e la madre glielo ha permesso. Quel giorno nevicava e tutti gli altri bambini, ben equipaggiati per l’occasione, hanno potuto uscire per andare a giocare con la neve mentre lei non aveva potuto farlo. Quando la madre è venuta a prenderla e l’ha presa in braccio la bambina la accolta dandole uno schiaffo e dicendole che era stata cattiva a lasciarle mettere quel vestito e che per quel motivo non aveva potuto andare a giocare con la neve”.

Io non so se questo episodio sia vero o no, ma racconta molto bene il fatto che siamo noi adulti a dover decidere per le cose importanti, come per esempio vestirsi in modo adeguato, e che quella bambina con quel gesto ha voluto dire: “Tu mamma, sei cattiva perché hai lasciato che mettessi questo vestito che non è adeguato alla stagione, non sei stata capace di fermarmi e io per colpa della tua incapacità di darmi un limite sono stata costretta a stare dentro e a non poter giocare con la neve”.

Dal suo punto di visto è perfettamente corretto.

I limiti funzionano soprattutto se c’è coerenza nel porli, ecco perché è importante che entrambi i genitori siano d’accordo sulle regole importanti per la crescita dei bambini se, ad esempio, la mamma non li lascia saltare sul letto mentre il papà ogni tanto glielo consente, i bambini si sentiranno confusi e se sapranno che uno dei due adulti non crede per primo nella regola saranno meno propensi a rispettarla.
Andare a nanna per esempio è uno dei momenti in cui viene messa a dura prova la nostra capacità di dare limiti. I bambini tendono sempre a rimandare quel momento. Ancora un cartone, ancora una fiaba, aspetto papà che arrivi, ecc, ecc. Un consiglio è che il momento della nanna sia sempre accompagnato da un rituale che si ripete ogni sera per fare in modo che riconoscano il momento così da non costringere il genitore a molti richiami per ricordarlo. Un modo può essere di lavarsi prima di cena e magari indossare il pigiamino, che è già un messaggio che anticipa quello che verrà dopo, poi ci si lava i dentini e si va in camera con mamma o papà che ci leggerà o racconterà una fiaba (solo una) magari con una candelina accesa. Accompagnare i vari momenti della giornata con dei rituali aiuta a rispettare i limiti senza doversi arrabbiare, sapendo però che i bambini, che sono per natura curiosi, proveranno sempre a superarli.

Se vogliamo che i limiti che poniamo vengano rispettati, è importante che i bambini vedano che abbiamo chiaro ciò che possono e non possono fare. In questo modo si sentiranno più tranquilli e saranno anche più motivati a seguire le regole perché sapranno che non è facile farci cambiare idea.

Questo vale per tutte le situazioni, che sono troppe per elencarle tutte. Le regole però devono essere poche ma è importante che siano chiare e sensate.

Con affetto, Maestra Dolziana


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