Eccoci qui col nostro primo argomento pedagogico!

Nel nostro giardino d’infanzia, in tempi precovid, eravamo soliti fare almeno una riunione pedagogica ogni mese e mezzo/due. Queste riunioni le facevamo non solo per rendere partecipi i genitori sull’andamento dell’anno scolastico o dare informazioni di tipo pratico, ma per far conoscere nel dettaglio, attraverso esperienza diretta e informazioni teoriche sul nostro approccio pedagogico, la realtà che i bambini vivono durante le giornate all’asilo. Queste riunioni ci mancano tanto. Poter dipingere con i genitori, fare i quadri con la lana cardata, sperimentare insieme la biodanza e poi la possibilità di condividere con altri genitori le fatiche, le paure ma anche le gioie, aggiungevano un valore in più a tutto il nostro lavoro. 

Allora abbiamo pensato a come fare perché questo modo di stare insieme non vada perduto e che, almeno in parte, venga mantenuto questo filo che unisce la scuola alle famiglie, aprendo questa possibilità anche alle persone che non frequentano la nostra struttura, ma che seguono il nostro lavoro attraverso i social o altro.  Lo faremo condividendo alcuni temi pedagogici che affronteremo con le nostre famiglie durante queste riunioni. Sono informazioni fondamentali al funzionamento di una comunità educante, come vuole essere la nostra.

Una Comunità educante è l’intera collettività che ruota intorno ai più giovani. Una comunità che cresce “con” loro, e non solo per loro; che educa gli adulti del domani, ma che si fa anche educare e cambiare da loro.


Riunione #1 – LA CURA E LA FORMA

Come, prima della nascita, la natura predispone l’ambiente adatto per il corpo fisico dell’uomo, così dopo la nascita, tocca al genitore e all’educatore provvedere l’ambiente fisico più adatto. Solo questo ambiente fisico idoneo influisce sul bambino al punto da plasmare i suoi organi fisici in forme corrette. 

Steiner, “Educazione del bambino e preparazione degli insegnanti”.

Dal punto di vista archetipico, ma anche scientifico, la prima a formarsi è la struttura, che verrà poi riempita di vita. La vita dapprima invisibile, si rende visibile solo quando trova una forma. Per il vegetale è un seme, per l’essere umano è una forma ereditata. Quindi c’è questa forma da riempire di qualità.  Il corpo della mamma fa in modo che questo avvenga, passando nove mesi a preparare il contenitore, che sarà poi il corpo fisico del bambino, che poi verrà riempito dal contenuto, che sono gli organi che formeranno questo bambino. I genitori faranno poi la stessa cosa con gli spazi che dovranno accogliere questo bambino, la cameretta, il lettino e così via.

La stessa cosa avviene anche nel Giardino d’infanzia. Le educatrici durante l’estate preparano la struttura che verrà riempita poi dai bambini, che dovranno trovare lo spazio, attraverso la cura e l’accoglienza e tante altre cose che avverranno, per adattarsi e trovare la forma. E quando parliamo di preparare lo spazio per accogliere i bambini parliamo anche di uno spazio dentro di noi

Tutto questo avviene con l’aiuto di tutti. Educatori, genitori, anche gli amici mi aiutano a trovare la mia forma all’interno di questo contenitore. L’arte del sapere educare si fonda sulla conoscenza dell’importanza di queste informazioni. 

Il lavoro all’asilo consiste nell’aiutarli a trovare la forma più armoniosa dello stare insieme agli altri, bisogna prima aspettare di aver finito tutti gli inserimenti, perché i bambini devono potersi appropriare dello spazio per poterlo adattare al loro essere e all’essere del gruppo e in questo vengono aiutati dalle maestre attraverso la cura dei passaggi. Cerchi di condivisione, girotondi e trenini per gli spostamenti, sono i primi strumenti che usiamo per dare la forma al gruppo. Quando facciamo il pane e ogni altra attività cantiamo sempre le stesse canzoni e ripetiamo gli stessi gesti cosi che i bambini possano ritrovarsi in un ritmo che è sempre quello. 

Questo però è un lavoro lungo e non facile e soprattutto faticoso, anche per i bambini, per questo è importante che stiano bene e in salute. 

Il concetto di cura non è soltanto curare il bambino quando è malato, ma si fonda su principi molto più profondi. Uno dei principi del primo settennio è per esempio il calore fisico. Noi insistiamo sempre che i bambini siano ben coperti, perché la termoregolazione del corpo in questo periodo è ancora in formazione. I bambini che sudano tanto non significa necessariamente che abbiano caldo ma semplicemente che disperdono il calore, rimanendone sguarniti, creando così problemi agli organi interni, problemi digestivi, stanchezza o al contrario ipermovimento. Pertanto il famoso detto vestirli “a cipolla” con di base una canottiera di lana leggera, è sempre funzionale.

I bambini con poca vitalità e bambini con troppa vitalità vanno aiutati attraverso un riequilibrio degli elementi. Il lavoro che il bambino nel primo settennio deve fare è imparare a padroneggiare i 4 elementi. Devono diventare i signori degli elementi ma prima devono imparare a governarli, se non ci riescono bisogna trovare il modo di aiutarli a riequilibrarli. Per esempio quando c’è troppa vitalità, tanto movimento, che non si ferma se non quando crolla logorato dalla stanchezza, non possiamo fare altro che tornare a casa a dormire. Il riposo come anche il calore e l’affetto sono fondamentali per lo sviluppo armonico del corpo fisico del bambino. Proprio per il discorso che abbiamo fatto prima. Riempire la forma di qualità. Questo è il nostro compito di adulti nei loro confronti come educatori e genitori. 

Anche tenerli a casa al caldo, quando sono malati, dandogli la possibilità di riprendersi, lentamente con i loro tempi, è molto importante. Anche se oggi il ritmo mondo del lavoro ci opprime e ci incalza, non dobbiamo dimenticare che il loro fisico in formazione ha bisogno di tempo e di cure lente e amorevoli. Questo tempo va assolutamente rispettato

Perché questo avvenga è anche importante rispettare regole del vivere comune. Non per essere rigidi ma proprio perché sappiamo che la cura e la forma sono fondamentali per la crescita armoniosa, del bambino e anche della comunità che lo accoglie. Al bambino sapere e vedere che gli adulti intorno si prendono cura di lui e anche delle sue cose infonde calma e sicurezza.

La forma è uno stare che fa stare bene. Perché un bambino guidato con amore nei suoi primi passi, sia nella vita di tutti i giorni che all’asilo, verrà educato a essere un uomo sano.


SPUNTI DI PRATICITÀ QUOTIDIANA

Il bambino da 0 a 6 anni è dotato di una “mente assorbente” che gli permette di captare le impressioni percepite nel suo ambiente, proprio come una spugna che assorbe l’acqua. Assorbe senza distinguere il bene e il male. 

Maria Montessori

Il fatto che ogni lunedì la mamma o il papà che accompagnano il bambino si sono occupati di preparare bene le cose che gli serviranno durante la settimana, dal bavaglino all’asciugamano, dal sacchetto del pane al grembiulino pulito e stirato. Che questo verrà tirato fuori dal sacco nanna e dato in mano alla maestra o al bimbo stesso, se non è troppo piccolo. Questi gesti creano già un rituale che li aiuta ad iniziare bene la settimana. Tutte queste cose poi il bambino le porterà sopra e le metterà al suo posticino. Dobbiamo sapere che i bambini sono naturalmente attratti dai particolari e dal compiere con esattezza determinati atti.  Il rituale di mettere il bavaglino nel suo posto segnato dal nome e appendere l’asciugamano al gancio sotto al proprio bicchiere rende i bambini molto orgogliosi e non vi dico come ci rimangono male quando per esempio il loro asciugamano non ha il gancio per appenderlo. Bisogna essere consapevoli che ogni gesto che facciamo o non facciamo fa la differenza e ha delle ripercussioni sull’andamento della giornata del nostro piccolo e di tutta la comunità. Per esempio non avere il bavagliolo o l’asciugamano o il grembiulino contrassegnato col nome del proprietario fa in modo che si passi molto tempo, che potrebbe essere dedicato ai bambini, nel tentativo di capire di chi è questo o quel capo di abbigliamento, l’asciugamano senza il gancio fa sì che lo stesso cada continuamente a terra rendendo la cosa poco igienica e mettendo a disagio i bambini e le maestre. Se tutto è sempre contrassegnato per esempio si evita di perdere molto tempo nel fine settimana quando si deve consegnare la roba sporca.

Anche rispettare l’orario d’ingresso fa parte della cura del bambino e della comunità. Siccome noi non siamo rigide ci piace l’idea di lasciare i 15 minuti canonici per coloro che per un motivo o per l’altro sono in ritardo,  ma dobbiamo sapere molto bene che è destabilizzante dover sempre interrompere l’armonia del gruppo per andare ad accogliere i ritardatari ed è destabilizzante anche per i bambini che arrivano in ritardo, che non hanno il tempo giusto per arrivare con calma, fare il loro disegno, salutare gli amici, magari aiutare le maestre a preparare le attività e, cosa che amano tanto, suonare la campanella del nano.

Siamo consapevoli che ognuno di noi agisce in base ai propri bisogni ma proviamo a riflettere su cosa vuol dire far funzionare un organizzazione come può essere la nostra che dovrebbe essere al servizio dei bambini.

Con affetto, Maestra Dolziana