Il tempo in cui tutto è scoperta. Le mani si muovono, gli occhi osservano, il mondo si conosce tra gioco e meraviglia.
Nel Giardino d’Infanzia accogliamo bambini dai 3 ai 6 anni.
Il nostro progetto educativo si fonda sulla volontà di accompagnare i bambini in un percorso di libera espressione di sé attraverso l’affettività, la curiosità, l’apprendimento esperienziale, la costruzione di un sentire ecologico, l’autonomia, sia nella relazione che nell’apprendimento.
Tutto ciò avviene in un contesto in cui esistono regole chiare, esplicite, riconosciute e l’adulto si fa guida e garante del rispetto dei limiti di cui ogni bambino ha bisogno per essere libero.
Famiglie e insegnanti condividono un cammino. La scuola diventa un lugo di ascolto reciproco e di crescita condivisa.
Crescere insieme
Le famiglie che scelgono il nostro asilo ne condividono il progetto educativo, lo sostengono e vengono invitati a essere coerenti con i suoi principi e i valori.
È quindi richiesta una presa di responsabilità nel fornire ai bambini i giusti contenuti, garantendo loro anche a casa la possibilità di nutrirsi di bellezza, di strumenti adatti al loro momento evolutivo, di rispettarne i ritmi, di porre i giusti limiti in modo che la struttura interiore del bambino trovi un contenimento coerente sia a casa che a scuola.
Nel nostro giardino d’infanzia sono previste nel corso dell’anno almeno quattro riunioni pedagogiche. Questi momenti di incontro sono molto utili, non solo per rendere partecipi i genitori sull’andamento dell’anno scolastico o dare informazioni di tipo pratico, ma per far conoscere nel dettaglio, attraverso esperienza diretta e informazioni teoriche sul nostro approccio pedagogico, la realtà che i bambini vivono durante le giornate all’asilo.
Ogni bambino è accolto, ascoltato, riconosciuto.
Il legame con gli adulti e con gli altri bambini è il punto da cui tutto inizia.
La relazione affettiva
La relazione affettiva contribuisce all’apprendimento, alla creatività e alla qualità della vita.
L’educazione all’affettività deve cominciare nella prima infanzia: un amorevole contatto fisico, rispettoso e sensibile, è d’importanza vitale per crescere.
Attraverso un approccio affettivo i bambini imparano a distinguere ciò che è nocivo da ciò che è sano e nutritivo, scoprendo il piacere di essere se stessi, di sentire e di esprimere la solidarietà, la cooperazione e la fiducia negli altri, riconoscendo ed accettando la diversità ed unicità come risorsa e ricchezza; apprendono a dare limiti in modo chiaro ed assertivo e a informare l’altro delle proprie necessità e desideri; vengono stimolati attraverso il movimento e il gioco, la capacità di esplorare, di osare e di creare nella vita.
Le giornate seguono un ritmo che rassicura: canzoni, gesti e parole che tornano ogni giorno, feste che raccontano il passare delle stagioni.
Il ritmo
Tutto il nostro agire in asilo è scandito dal ritmo.
La nostra vita si basa sul ritmo e non solo la nostra. Ritmo cardiaco, respirazione: tutto ha un ritmo. Anche i nostri movimenti semplici hanno un ritmo.
Il ritmo è flessibilità, integra ed equilibra, compensa la polarità, è un gioco delicato. Ogni cosa se è fatta seguendo un ritmo è meno faticosa. Anzi dà sicurezza.
Tutto quello che è ripetuto s’imprime nelle nostre abitudini e forma la personalità di ognuno di noi.
È importante che un bambino abbia dei ritmi sani tra sonno e veglia, tra gioco e riposo così come degli orari regolari per l’alimentazione, per poter, di conseguenza, avere una buona digestione.
Il ritmo è educativo: il ritmo del giorno, le canzoni, le filastrocche ripetute per alcuni giorni e sempre nello stesso periodo della giornata, i girotondi: tutto questo lavora sul ritmo interno del bambino dandogli sicurezza e buon umore.
Telaio, cucito, piccoli lavori con il legno: le mani imparano attenzione, pazienza e cura.
Il ritmo della giornata
Quando arriviamo facciamo un gioco tranquillo, un libro da leggere seduti al tavolo o in braccio ad una maestra mentre qualcuno fa un disegno coi pastelli a cera. Quando ci siamo tutti, arriva un nano con la campanella in mano che ci aiuta a riordinare e a bordo di un lungo treno che attraversa la città andiamo a fare il cerchio di condivisione dove tutti possono raccontare quello che vogliono.
Poi ci prendiamo per mano, accendiamo una candelina e restiamo in silenzio per qualche minuto: è un momento magico che dura poco ma aiuta a tornare dentro se stessi e a ritrovare un equilibrio con l’ambiente che ci circonda.
Dopo la conta per decidere chi spegne la candelina, andiamo a fare le attività progettate in base all’età dei bambini. Ogni attività e ogni passaggio da una situazione all’altra è accompagnata da una canzoncina che loro riconoscono.
Attraverso il gioco e il movimento i bambini scoprono lo spazio, il corpo e la relazione con gli altri.
Il gioco libero rappresenta una parte fondamentale dell’attività quotidiana dell’asilo: più il gioco si presenta vago e poco strutturato più sarà apprezzato e pervaso di fantasia. Si costruiscono casette coi teli, castelli coi tavoli rovesciati e trenini con le sedie in fila; qualcuno cucina le pappe per le bambole o porta il caffè alle maestre. Il momento del gioco è il vero apprendimento.
Dopo il gioco libero arriva il nano del riordino, a cui i bambini partecipano a modo loro: chi ama rifare i lettini delle bambole, chi preferisce mettere a posto la cucinetta, chi andare in giro col carretto e raccogliere tutto. È importante che ogni cosa abbia un posto preciso, che deve essere fisso, a portata di mano e adeguato, perché il bambino sappia sempre dove trovarlo e dove riporlo. L’ordine dell’ambiente esterno è funzionale allo sviluppo dell’ordine interiore, facilitando la concentrazione e di conseguenza l’apprendimento.
Ogni bambino ha il suo tempo. Nessuna fretta, nessuna corsa: si cresce con fiducia, passo dopo passo.
Riprendiamo il trenino e si va tutti a far merenda. Dopo la merenda si esce al parco. Il momento della vestizione è un momento delicato perché i bambini vanno accompagnati ad essere sempre più autonomi. Al ritorno dal parco andiamo a lavare le mani e poi a tavola con una canzone di inizio pranzo e una preghiera di ringraziamento.
Dopo il pranzo andiamo a lavare i denti e ritorniamo nel salone a raccontare una fiaba dei fratelli Grimm. Raccontare fiabe è uno strumento pedagogico essenziale che tocca in profondità la vita interiore del bambino. Dopo la fiaba le maestre cantano lente canzoncine della nanna per mantenere un’atmosfera rilassata e invitare i bambini che si fermano per il pomeriggio a recarsi nella sala delle nanne. I bambini dell’ultimo anno, che non fanno la nanna, vanno a giocare in cortile.
Alle 16.15 si fa merenda tutti insieme ed entro le 17.00 la giornata finisce.
Si gioca e si impara all'aperto, osservando il vento, le foglie, la pioggia. La natura è maestra di pazienza e meraviglia.
Il ritmo della settimana
Anche le attività che proponiamo sono ritmiche e si ripetono ogni settimana:
Lunedì: pittura ad acquerello su carta bagnata, tempera con pennelli, stampini o le manine su carta stoffa; oppure facciamo un disegno raccontando prima una fiaba.
Martedì: lavoretti di manipolazione materiali vari; falegnameria, cera d’api o argilla, lana cardata e stoffe varie; oppure travasiamo pietre bottoni noccioline tappi di bottiglia in vasi di latta che fanno tanto rumore.
Mercoledì: lo dedichiamo ai girotondi e a passeggiate più lunghe, quando il tempo lo permette, altrimenti c’è sempre qualche lavoretto da finire, un piccolo telaio, un lavoretto con il feltro, qualche regalo per i genitori legato alle feste o semplicemente le pulizie degli spazi e dei giocattoli.
Giovedì: facciamo il pane o i biscotti o altre cose inerenti la cucina, come lo sgranare piselli, fagioli, pannocchie oppure tagliare verdure per poi fare un buon minestrone o preparare dolci per la merenda oppure spiedini con verdure e frutta.
Venerdì: pratichiamo la Biodanza, un sistema integrato di musica e movimento che stimola l’affettività e la creatività.
Nei giorni di pioggia ci capita di assistere a un teatrino con le marionette da tavola preparato dalle maestre.
L'ultimo anno è un passaggio importante. I più grandi hanno uno spazio tutto loro per allenare autonomia e responsabilità.
I bambini nell’ultimo anno di materna vengono accompagnati alla maturità scolare attraverso alcune attività propedeutiche di tipo esperienziale; possono essere di aiuto per i bambini più piccoli aiutandoli a vestirsi, a spingerli sull’altalena, ad arrampicarsi sugli alberi.






