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Scuola media La Vita al Centro | Torino
 
 

Medie
Scuola Secondaria di Primo Grado

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Il nostro obiettivo

L'EDUCAZIONE BIOCENTRICA


Il nostro obiettivo è accompagnare i ragazzi in un percorso che insegni il rispetto di sé e degli altri, l’allegria di vivere, il diritto all’amore e alla relazione, durante una tappa fondamentale della loro crescita, l’adolescenza.

Non vogliamo stimolare soltanto gli aspetti culturali dell'apprendimento, ma anche i potenziali alla base della nostra identità: la connessione con la vita, la rieducazione affettiva, il sentimento di appartenenza alla natura.

Vogliamo abituare gradualmente i ragazzi alla complessità e alle difficoltà, proporzionalmente alla loro età, senza mai dimenticare la bellezza della vita, stimolando sempre la loro curiosità e creatività. Il nostro scopo è creare una comunità felice, felice di stare assieme e felice di imparare.

 

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LA RELAZIONE TRA ADULTI E RAGAZZI


I punti fondanti del progetto sono:

  • il rapporto tra adulti e ragazzi deve basarsi sulla fiducia reciproca;

  • gli insegnanti devono trasmettere con entusiasmo la bellezza dell'imparare, la passione per la conoscenza e per la cultura, la meraviglia davanti al mondo: solo così si può preservare negli adolescenti l’entusiasmo per la scoperta che è proprio dei bambini;

  • le ragazze e i ragazzi devono essere visti e accolti come persone, ciascuno con i propri pensieri, idee, carattere.



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L'EDUCAZIONE BIOCENTRICA ALLE MEDIE


LA FELICITA'
La scuola deve nutrire tutte le potenzialità di ogni ragazza e ogni ragazzo, per far vivere con gioia l’esperienza scolastica. La felicità non è solo un fine ma anche un mezzo affinché i ragazzi possano esprimersi liberamente e sviluppare le proprie capacità e la fiducia in se stessi.

L'AFFETTIVITA' E LE RELAZIONI
Sviluppare l’affettività significa curare l’interiorità di ogni ragazzo. L’accoglienza e la disponibilità a imparare nascono dalla creazione di un rapporto affettivo.

LA CURIOSITA'
La curiosità è il motore per l’esplorazione del mondo. Sviluppare la curiosità significa permettere autonomia nell’apprendimento, facilitare lo sviluppo delle potenzialità individuali, aiutare la crescita di adulti in grado di muoversi consapevolmente nel mondo.

APPRENDERE DALL'ESPERIENZA
Imparare con il corpo e tutti i sensi e non solo con la mente. E' in questo modo che le conoscenze e le competenze si fissano in profondità, evitando il ricorso sistematico alla ripetizione e alla memorizzazione meccanica. Si impara non solo studiando ma soprattutto creando, costruendo, sperimentando, giocando.

IMPARARE NEL MONDO E DAL MONDO
Non si può imparare a comprendere il mondo che ci circonda senza osservarlo di persona. Si impara dalla natura, dai lasciti della storia, dalle culture, dalle religioni, riflettendo sulle esperienze vissute in prima persona, visitando i musei, i monumenti, le piazze, incontrando persone, osservando montagne e fiumi.

COLLABORARE
Impostare la didattica sulla maieutica, sul dialogo tra ragazzi, sull’aiuto reciproco permette di innescare un apprendimento attivo, stimolato dalla curiosità di ognuno, ragionando e dialogando insieme.

POTER SBAGLIARE
Sbagliare è il modo principale con cui si impara. La scuola deve accompagnare i ragazzi e le ragazze nella ricerca di possibili soluzioni, accettando l’errore come parte integrante e necessaria del percorso.

LA CREATIVITA'
Ragazzi e ragazze sono naturalmente creativi. Ma la creatività va continuamente nutrita e stimolata, tramite l’espressione di sé, il contatto con il gruppo, la contaminazione delle idee, il movimento, il riconoscimento dei limiti della realtà, favorendo il pensiero laterale.

IL PENSIERO CRITICO
Lo sviluppo del pensiero critico è essenziale per diventare adulti consapevoli. La scuola deve permettere la creazione di connessioni inaspettate, accogliere i cambiamenti, integrare i pensieri dei compagni, di altre culture, sospendere il giudizio. Solo così si può creare il terreno per lo sviluppo di un pensiero critico individuale.

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LE COMPETENZE

Le competenze in uscita richieste dai documenti ministeriali contengono concetti del tutto condivisibili, in particolare riguardo a:

  • l’acquisizione di un metodo di studio;
  • la maturazione dell’amore per la lettura;
  • la crescita della capacità espressiva nelle sue diverse forme (parola, movimento, musica, arte);
  • la cura e il rispetto di sé e degli altri;
  • la responsabilità;
  • il riconoscimento delle identità diverse;
  • l'espressione di sé.

 

LA GRADUALITA'

Tra gli 11 e i 14 anni i ragazzi e le ragazze attraversano una fase di cambiamento fortissimo, il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, dal mondo immaginato al mondo reale. E' dunque necessario tener conto del loro specifico momento di sviluppo fisico-psichico-spirituale per facilitarne l'apprendimento.

 

Alcune parole chiave possono aiutare a seguire questi cambiamenti:

  • 1° media → fantasia
  • 2° media → apertura al mondo
  • 3° media → immersione nella realtà contemporanea

È necessario abituare gradualmente i ragazzi alla complessità, a difficoltà e a richieste di impegno sempre maggiori, proporzionati con la loro età, per prepararli a ciò che troveranno una volta terminato questo ciclo di studio.


L'INTERDISCIPLINARIETA'

La conoscenza va approcciata in maniera globale, con percorsi di studio/conoscenza più integrati. La suddivisione tra materie dev'essere limitata allo stretto necessario, per non far perdere di vista la visione globale. Per questa ragione alcune materie tipiche dell'offerta formativa della scuola pubblica vanno integrate in un'unica cornice. Ad esempio:

  • geometria e disegno tecnico;
  • scienze e tecnologia;
  • scienze e geografia fisica (astronomia, struttura e formazione del pianeta);
  • storia, storia delle arti e geografia.

 

IL CONTESTO

Il contesto della 'Vita al Centro' è costruito per favorire questo stile di apprendimento, permettendo ai ragazzi di vivere la scuola con piacere ed entusiasmo. Gli elementi chiave di questo contesto sono:

  • assenza di compiti ripetitivi e poco significanti;
  • valutazione non effettuata tramite voti ma tramite il raggiungimento di obiettivi personalizzati;
  • sviluppo dell' autovalutazione;
  • regole condivise, decise e accettate insieme da ragazzi e docenti;
  • assenza di libri di testo unici;
  • il rispetto dei tempi e delle esigenze dei ragazzi.

 

La giornata tipo alla Vita al Centro inizia alle 8.30 con un cerchio di condivisione, all'interno del quale i ragazzi possono esprimersi liberamente, parlare di sé, ascoltare gli altri, creare un continuo scambio tra singolo e comunità. Dopo qualche minuto di silenzio, che serve per alternare momenti attivi e momenti di calma, si inizia a lavorare. A metà mattina vi è un lungo intervallo all'aperto. Poter muoversi, correre, giocare durante l'intervallo rasserena i ragazzi e permette loro di partecipare con entusiasmo ai momenti di didattica. Imparare è meraviglioso ma può essere faticoso, è necessario creare le condizioni per un apprendimento attivo, garantendo un'adeguata alternanza di momenti di lavoro e momenti di ricarica.

Alle 13 si mangia tutti assieme, con un pasto biologico, vegetariano, cucinato al momento, per facilitare la creazione del gruppo e le relazioni tra ragazzi.

 

Lo scopo è di creare una comunità consapevole e armoniosa, felice di stare assieme e felice di imparare.

 

 

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